Se anche tu ci hai provato, e non sai più come fare con tuo figlio…be’, sei nel posto giusto.
Il mito del genitore ultra paziente
Hai provato ad essere il genitore che non si arrabbia mai, che non conosce moti di impazienza, che inorridisce davanti all’idea di alzare il tono con la sua splendida creatura, impegnato a contemplarla estasiato…e a quel punto ti sei dato un pizzicotto e hai fatto uno scatto felino degno di Buffon per “pararlo” mentre si tuffava dal divano! Ottimo: hai già scoperto luci ed ombre, e forse soprattutto ombre, del fantastico mestiere di genitore!
Io sì che sarò un genitore “diverso” (altro che mia madre…)
Prima di tutto, niente paura: sei in ottima compagnia…è qualche migliaio di anni che le cose vanno così! Ma allora perché continuiamo a sperarci tutti, man mano che cresce il pancione, che noi saremo genitori “diversi”? Un po’ perché tutti abbiamo visto luci ed ombre, questo sì, dei nostri genitori, e ci è sembrata la cosa più naturale del mondo impostare le cose in modo totalmente diverso.
Con mio figlio, mai!
Mio padre era autoritario? A mio figlio farò fare tutto quello che non ho potuto fare io. Mia madre mi criticava ogni minuto? Con mia figlia mai e poi mai…salvo poi scontrarci con la realtà, che certi comportamenti ci vengono automatici, soprattutto quando siamo sotto pressione, anche se non vorremmo…
L’unica sfida che vale davvero la pena vivere…
Ci siamo passati tutti: si tratta di passare dall’ideale al reale, dal figlio sognato e desiderato, alla realtà. Ma c’è di più: si tratta di passare dall’idea di me stesso come genitore alla mamma o al papà che sono realmente: a volte la realtà ci sta stretta, la fantasia magari era più gratificante…eppure questa è l’unica sfida che vale davvero la pena vivere.
…e come uscirne vincitori
Ecco tre suggerimenti per uscirne vincenti, noi e i nostri figli.
Primo passo, semplice ma tutt’altro che scontato: accetta, così com’è, la sfida dell’essere genitore di tuo figlio.
Ci sono genitori che continuano per tutta la vita a difendere la loro idea di come il figlio deve essere, di come dovevano andare le cose con lui, di come dovrebbe essere lui stesso come madre o padre, dei successi e delle soddisfazioni che prima o poi arriveranno…Stop! Riavvolgi il nastro e guarda tuo figlio come è: è solo partendo da qui che potrai costruire qualcosa di nuovo e di bello.
E se il mio piccolo soffre?
Secondo punto chiave: rinuncia all’idea di risparmiargli tutte le sofferenze: ne faresti un inetto, un bamboccio, uno che non sa vivere. La maestra non lo capisce? I compagni lo bullizzano? La squadra lo lascia sempre fuori? Attribuire a tuo figlio il ruolo di vittima è uno dei peggiori favori che puoi fargli: ti sembra di semplificargli la vita ma in realtà gliela stai rendendo difficilissima. Oggi è tutta colpa del compagno di classe, domani sarà della sua fidanzata che non lo capisce, del mister che non lo valorizza, del capo che lo opprime…
Relazioni vere
Tante volte come genitori non ci rendiamo conto del male che fa il vittimismo: ci solleva dalla responsabilità delle nostre azioni e delle situazioni che viviamo, ma ad un prezzo molto alto, perché ci priva del potere che abbiamo di incidere, con i giusti limiti, proprio su quelle situazioni e di cambiarle e, non solo: ci priva della possibilità di incontrarci davvero con le persone, con tutti i nostri pregi e difetti, di entrare in una relazione vera, fatta di scontri ma anche di incontri veri e, a volte, di perdono e di riconciliazione.
Genitori “biberon”?
Terzo e ultimo punto chiave, tutt’altro che ultimo però per importanza: hai bisogno di essere nutrito tu come genitore. Daresti mai a tuo figlio piccolo, che piange perchè ha fame, un biberon vuoto? Eppure è esattamente quello che facciamo quando ci dedichiamo ai figli sentendoci scarichi, vuoti, senza un nutrimento sostanzioso per noi. Quando diventiamo genitori siamo portati a prenderci cura, e può accadere che ci dimentichiamo di noi stessi come persone, con bisogni di affetto, di ricarica anche fisica oltre che emotiva, con il bisogno di trovare un senso alle cose, delle risposte ai nostri interrogativi.
Ma il genitore non era quello che non deve chiedere mai?
è passata l’epoca del genitore che non deve chiedere mai.
Se non troviamo un latte che ci rimette al mondo e ci sostiene, diventeremo genitori scarichi, e presto o tardi daremo segni di cedimento.
Quindi: nutrimento per te…altro che genitore che non deve chiedere mai! Oggi il genitore, tra mille pressioni e aspettative, ha una risorsa: può chiedere aiuto, sostegno, agli amici, al partner, a qualcuno che ha esperienza e può dargli risposte pratiche che funzionano.
Un aiuto pratico, su misura
Un aiuto pratico e altamente specializzato, in un ambiente accogliente e riservato, è quello offerto dal servizio di Consulenza per genitori e figli di Psicologia su misura: può trattarsi di una singola sessione o di un breve ciclo di incontri, in un clima dinamico che ti aiuterà a creare, o ricreare, una nuova sintonia con tuo figlio e a costruire nuovi spazi di benessere insieme.
Che aspetti? la soluzione non è mai stata così a portata di mano!
